Lo strapotere maschile

di Luigi Scardigli

VORNO (LU). Il prodotto, se cambiassimo l’ordine dei fattori, probabilmente cambierebbe. Il paradosso ha ragion d’essere a teatro, non certo con i numeri, ma anche nel mondo dell’arte, il condizionale, è d’obbligo, perché certezze, ahinoi, non ne abbiamo, nemmeno scambiando i genitali, nemmeno poggiando la donna sul piedistallo e l’uomo, più in basso, a riverirla. ALFAappunti sulla questione maschile - in scena, in prima, ieri sera alla Tenuta dello Scompiglio (si replica stasera, domenica 4 dicembre, alle 19,30) - questa condizione, al momento solo virtuale, ha deciso di non contemplarla, se non vagamente, e se non nell’unico momento, apicale, nel quale la donna è sì, elevata, ma per essere comprata, usata, utile solo per la circoscritta soddisfazione, primaria e animale, degli istanti maschili, che vanno appagati, a qualunque costo.

L’idea è di Roberto Castello, infaticabile creatore di elementi politico-scenici, sostenuto, in questa ricerca equidistante dal classico e dal trash, in un limbo difficilmente catalogabile, rivendicabile, dunque commerciabile, da Alessandra Moretti, Ilenia Romano e Francesca Zaccaria e coadiuvato, nella semplificazione e incarnazione maschile, da Mariano Nieddu, un cinquantenne eterosessuale, bianco, europeo, sano, di religione cattolica, con contratto a tempo indeterminato, vagamente benestante, padre di due figli sani, belli e che giocano discretamente a calcio. Il palco è una zona limitrofa di un giardinetto pubblico della periferia romana dove sui muretti nati per esigenze di falsa architettura, hanno invece trovato spazio e accoglienza solo scritte vandaliche, vuote, senza destinatari e con mittenti anonimi e fra i quali trova spazio un fouton, dove non si eseguono massaggi tantrici, ma esercizi di arti marziali. I piani di lettura sono molteplici, isolabili, circoscrivibili e ognuno carico di una propria storia, autonoma, individuale, artistica: c’è una visione sarcastica e parossistica, divertente; ne segue e la precede una violenta, estrema, a volte un po’ troppo spinta, ma senza essere cruenta, dunque poco credibile; lungo l’intera rappresentazione lo sforzo ginnico, fisico ed erotico prende sistematicamente il sopravvento, ma nessuno, tra il pubblico, riesce a eccitarsi: succede sempre così, quando si è osservati, visti, scoperti, denunciabili, nemmeno se una delle protagoniste si sveste completamente e si trucca il viso vestita solo da una sottile vestaglia dalla quale trapelano turgidi capezzoli poggiati su seni appena disegnati e una fica curata nei dettagli pelvici. Anche la componente vocale, a cappella, stratosiana, ha la sua fortissima percentuale d’impatto scenico, come quella petroliniana delle confessioni pasoliniane, con un tributo ai Pink Floyd e a una miriade di altri elementi che sfuggono, probabilmente, allo stesso autore, figuriamoci allo spettatore, attento a coordinare lo sguardo e l’attenzione su entrambi i lati del palcoscenico, dove l’uomo snocciola progressivamente e numericamente le virtù maschili, prodigandosi in un goffo e commovente linguaggio corporeo e le donne, vallette, coriste, spogliarelliste, gallinelle, ochette, corpi semoventi e seducenti ne vanificano la successione aritmetica. Il maschio-ALFA è la voce narrante, il creatore, il bandleader di questo gruppo rock, con affinità punk, che sussurra in russo e in vocalese, che celentaneggia in disparte e che gode osservando il proprio circo dannarsi l’anima per arrivare fino alla fine. Reggerebbe in un teatro classico? Riuscirebbe a giungere fino alla fine, in una casa del popolo, senza venir subissato da spernacchi o senza dover ricorrere alle dissolvenze delle forze dell’ordine chiamate per placare le irruenze di spettatori infoiati? Nella Tenuta dello Scompiglio sì e non solo perché eravamo presenti anche noi: in quell’angolo (in)naturale, distante dieci minuti dal casello autostradale Lucca est, ma anni/luce dal traffico che lo percorre quotidianamente, Cecilia Bertoni, la direttrice artistica, ha creato un cosmo equidistante, ma abbastanza per non essere identificabile, dalla terra e dal cielo, dove si possono ideare progetti e realizzarli senza pagare lo scotto, né i diritti d’autore, di alcuna rivendicazione.

Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.