Tu, mio. Nostro

UN’ALTRA estate di passaggio, ma decisiva. Non so se preceda o venga dopo le altre nelle quali sono ambientati i vari romanzi di Erri De Luca. Tu, mio, comunque, è l’ennesima perla, generazionale, asintattica, indispensabile per chi abbia almeno una volta, nella vita, amato e odiato, dell’autore napoletano, alle prese con l’isola delle vacanze davanti al Golfo di Napoli, liceale anomalo, attratto più dalla pesca che dai sensi ormonici. E poi Caia è troppo bella e soprattutto più grande del protagonista perché lui possa nutrire ambizioni. E poi c’è suo cugino, un infallibile tombeur de femme, con un fisico imponente, una naturale chimica simpatia, dignitoso strimpellatore di chitarra e per questo centro indiscutibile di attenzione nei falò notturni sulla battigia a oscurare le sue velleità.

I genitori, stavolta, sono in disparte: solo lo zio si affranca dal resto della comitiva dei grandi perché è l’uomo della barca, della pesca, dei silenzi, della fatica, della solidarietà, della certezza. Ma Caia ha un segreto e solo Erri De Luca, sedicenne su un precipizio di sentimenti, può capirne il peso, l’onere, il privilegio. La guerra è finita; Napoli risorge, soprattutto sugli espedienti offerti dagli americani, che l’hanno liberata dai tedeschi, vero, ma seviziandola. La guerra è così lontana che i tedeschi, sull’isola davanti al Golfo di Napoli, ci vengono in vacanza. Caia però è ebrea – questo il segreto – e quando sente parlare i tedeschi rivive, con lo stesso identico dolore, quello sofferto nel giorno in cui, le SS, trucidarono suo padre. Il pretesto con il quale si chiude il romanzo, però - una molotov contro la vettura dei turisti tedeschi, rei, due sere prima, di aver intonato marcette naziste in un locale affollato da avventori distratti ma anche dall’attentissima Caia -, è solo un retaggio dell’autore in memoria dei suoi anni più intensi. Resta, nel mezzo, la sconfinata tenerezza della scoperta, del piacere, dell’abbandono, dell’inesorabilità, dei sogni, delle regole del mare, dei venti che ne guidano la pesca, delle andate e dei ritorni; la delicatezza dei contatti, la magnificenza del sesso, che si nutre di sguardi, attenzioni, impercettibili sfioramenti della pelle per poi consegnare tutto nelle mani, nobili e pure, della fantasia, che riserva a ogni suo visitatore l’opportunità di decidere al meglio, ma senza svelarne i dettagli. Una maestosa riservatezza intimista che bilancia, mettendola in equilibrio, l’anima dell’autore, popolare nelle sommosse, nei proclami rivoluzionari, nelle rivolte.

Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.