I quattro trucidi moschettieri

CORAGGIO ne ha da vendere, Cosimo Gomez, non c’è che dire; è un po’ sprovvisto di misura, ma visto che Brutti e cattivi è la sua opera prima, occorre concedergli almeno un’altra chance. La banda dell’Ortica metropolitana è particolare: l’unico normodotato, il Merda (Marco D’Amore), si è bruciato con il crac le cellule bianche del cervello, quelle che non risorgono. Gli altri tre, a iniziare dal boss della banda, il Papero (Claudio Santamaria), Ballerina (Sara Serraiocco) e Plissé (Simoncino Martucci), pasoliniani e felliniani, prima che Scolastici, di testa e cattiveria, ne hanno in abbondanza, ma le loro menomazioni (senza gambe, il primo, senza braccia, la ragazza e un nano) e la loro sete di rivalsa sociale condizioneranno il buon esito della rapina, fatta tra l’altro, alla mafia cinese, il gruppo sbagliato. Siamo a Roma, ma a parte lo slang e qualche veduta aerea, non si capisce quasi mai.

L’architettura è da suburbio metropolitano inqualificabile, così come il contesto di disabilità nel quale si muove la trama. Peccato, perché nella prima mezz’ora ci si illude di assistere ad un film oggettivamente cattivo, scelerato, scorretto e disallineato. Poi, con il trascorrere della pellicola, l’out si nutre di se stesso, trascende nella normalità e tutta quella cruenta disabilità finisce per diventare poco credibile, (in)credibile. Un po’ di superpoteri, a Claudio Jeeg Robot Santamaria, sono rimasti: non ha le gambe, vero, ma un coraggio leonino, una forza, una lucidità e una determinazione proletaria ancora intatti. Anche Sara Serraiocco, Ballerina, la moglie, volto giovane, ma non nuovo, del grande schermo, conferma tutti i buoni propositi raccolti nelle pellicole precedenti e offre un’altra interpretazione maiuscola, soprattutto nell’immedesimarsi in questa donna senza braccia. Merda e Plissé completano il complice corollario ideale di Bonnie & Clyde terzo millennio, che si autoeliminano, con goffa cialtoneria, lungo la strada della dissoluzione. Anche il prete doubleface potrebbe essere un’arma in più della trama, ma tutto e tutti vengono risucchiati in questo imbuto non sdoganabile di menomazioni e amputazioni, che va comunque protetto, ribadiamo, per il coraggio di aver provato a non incolonnarsi, restando a Roma, in una periferia innominata, dove i reietti aspettano ancora la loro ora. Che non è arrivata. E che non arriverà certo, nel breve periodo.

Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.