Tres, quando i sogni si avverano

LIVORNO. La storia, anche se ha tutte le caratteristiche della leggenda, racconta che Simone e Roberto Luti e Rolando Cappanera si siano incontrati e conosciuti da bambini e che invece di sognare di fare, da grandi, i calciatori, gli astronauti, i medici o gli ingegneri si siano messi, immediatamente, a suonare: Roberto, la chitarra, il fratello Simone, il basso e Rolando, la batteria. Quel trio – e stavolta la leggenda non ha alcuna credenziale: è tutta storia, documentata – è ancora insieme, si chiama Tres e ieri sera, al Teatro delle Commedie, a Livorno, resuscitato a nuova vita e linfa artistica, ha dato vita ad una sessione ritmica di rara piacevolezza, un’ora e mezza abbondante di brani strumentali frutto del loro ingegno e dei loro infiniti ascolti del magma del rock, del blues, del rockblues e della worldmusic. Appena arrivati, memori di uno spettacolo teatrale che facemmo per la gioia di un gruppo di studenti del nord, abbiamo stentato a riconoscerlo, l’ambiente.

Non è più, come allora, un posto asettico e inviolabile, ma stracontaminato e duttile a qualsiasi esigenza, in particolare quelle che si sprigionano il sabato sera. Prima dell’esibizione dei tre beniamini del popolo livornese poco disposto a farsi meleggiare dai lustrini, ma bisognoso di sudore e sangue, un inferno da pub, con tanto di buttafuori all’ingresso munito di timbro per consentire l’andirivieni al popolo del biglietto e bloccare, eventualmente, i furbi della notte. Dentro, una fiumana di donne e uomini di mezza età, tutta gente che ignora quando andrà a finire, ma sa perfettamente come, succederà, intenta a riuscire a comunicare nonostante i decibel poderosi degli alto parlanti e lo scintillare dei cubetti di ghiaccio nei cuba libre e americani sbagliati rendano le conversazioni particolarmente complesse. Nel teatro - una piccola alcova munita di sola galleria e una platea sprovvista di poltrone - fino alle 23, poche persone, come se l’appuntamento musicale fosse una variante accidentale, un incidente probatorio. Per fortuna ci siamo sbagliati, e di grosso, perché quando il rockblues ha segnato l’inizio delle danze, dentro è automaticamente scomparsa l’ossigenazione e ha preso il sopravvento la voglia, incontenibile e irrefrenabile, di condividere con gli esecutori la gioia dell’armonia, figlia ritmica di una carrellata di brani che somigliano, parecchio, a cimeli musicali registrati da Billy Cobham, Jeff Beck o dalla Mahavishnu Orchestra proprio nei tempi nei quali gli adolescenti Simone, Roberto e Rolando iniziano a frequentarsi, con quella stranissima idea in testa di suonare, progetto che per fortuna nessuno dei tre ha poi abbandonato. C’è anche un po’ di Pistoia, nel concerto livornese dei Tres al Teatro delle Commedie (ma con la Ufip succede un po’ in ogni angolo del mondo); la familiarità con la location è offerta dai piatti della batteria dolcemente percossa e violentata da Rolando Cappanera, testimonial indefesso di Luigi Tronci e della sua cantina strumentale. Poco prima dell’una, e dopo un bis che la microband non poteva non concedere, la gente del concerto si riversa nella zona bar, dove spenti gli amplificatori, si è accesa la consolle di un dj, che ha dato probabilmente vita all’altra notte, che abbiamo deciso di disertare, non solo per l’incedere della stanchezza.

Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.