Stazione o teatro sempre (grandi) Omini sono

di Luigi Scardigli

Qualcosa è cambiato in Ci scusiamo per il disagio, la rappresentazione on the road degli Omini che dalle rotabili, complice un’estate bollente, si è trasferita al piccolo teatro Bolognini, per far parte della stagione del Manzoni.

 

E’ cambiata la location, naturalmente e qualche dettaglio che senza i vagoni, lo spazio, l’aria come elemento essenziale, non poteva essere copiaincollato su un palcoscenico. L’operazione trasbordo, comunque, è riuscita alla perfezione e alla prima delle due (si replica stasera, sempre alle 21), la sala stracolma di giovani ha gradito parecchio la surrealtà del trio di casa, che continua a picchiare duro nel fondo dell’animo, di quello che nessuno vorrebbe sentirsi dire, in particolare da uno dei propri figli.

Come alla rotabili della stazione di Pistoia, anche ieri sera, ma qualche chilometro più a nord, nel bel mezzo della ztl della città, Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca e Giulia Zecchini hanno riproposto, riveduto e parzialmente corretto, lo show estivo, quello nato sotto l’egida del progetto T, un commovente e inascoltato sos lanciato dal mondo della cultura per la morente montagna pistoiese. Ma la band attoriale non è mossa da proclami: sono attori che lavorano seriamente e oniricamente sui testi, tra Samuel Beckett e Buster Keaton, intrecciando un nesso di periferia bordrline che è così tragica e dimenticata che non può che suscitare il buonumore. Uno spaccato di Linus, con questi tre personaggi da cartoni animati che sono bambini mai cresciuti o adulti surgelati nel tempo, contemporaneamente padri e figli di loro stessi, alla ricerca di una via d’uscita che non c’è, perché attesa nel posto sbagliato, alla stazione.

Alcova di degrado secolare, pertugio di tossici, raduno di checche, ostello di fallimenti conclamati, esiliati, dimenticati, abbandonati. Conversazioni implose, inespresse, rese tragicomiche dall’interferenza dell’altoparlante della stazione, che inizia con segnalare ritardi di convogli e raccomandazioni sulla sicurezza, ma che diviene poi uno del gruppo, il capo di questo gioco assurdo e drammatico, dove la vita e la morte, filtrata da rinunce e sofferenze, pare nascondano gli stessi sorrisi.

Gli Omini viaggiano meglio all’aperto, questo lo si era capito sin dalle loro prime felicissime uscite; ma anche sul palcoscenico, casomai con una farfalla che ne amplifichi il tono di voce, le loro accuse arrivano diritte al cuore e nonostante le risate, al termine, resta l’amaro in bocca delle loro mille, nostre, occasioni perdute.

Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.