Cinema (61)

Mai graziare i nemici

di Marcello Bugiani

Hitler ebbe a disposizione un match point contro gli Alleati nel giugno del '40, ma non lo sfruttò. Così, oltre 300mila soldati inglesi ormai spacciati sulla spiaggia di Dunkerque, assediati via terra, cielo e mare dai Tedeschi, rientrarono in patria, grazie in particolare all'intervento eroico, folle e disperato di centinaia di imbarcazioni civili di ogni genere che attraversarono la Manica e riportarono a casa i sopravvissuti. Lasciamo agli storici spiegare come mai Hitler, all'apice della potenza distruttiva del suo esercito, consentì agli Inglesi di mettersi in salvo (tra loro anche decine di migliaia di Francesi); forse pensava a un futuro accordo con la Perfida Albione, chissà. Ma fu un errore: Churchill riorganizzò le truppe e, soprattutto, restituì dignità e fiducia a un popolo intero. Sappiamo poi come è andata a finire.

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La vendetta si consuma, non si traduce Featured

di Marcello Bugiani

La vendetta è un piatto che si consuma freddo, d'accordo, ma non tutti possono avere la pazienza, né la classe, di Edmond Dantès, alias il Conte di Montecristo. Anche José, tranquillo frequentatore di un bar di periferia, attende per anni il suo momento, poi, vendetta, La vendetta di un uomo tranquillo, sarà. Sì, perché il titolo italiano in realtà svela molto di ciò che attende l'ignaro spettatore: l'originale spagnolo, Tarde par la ira (Tardi per la rabbia), avrebbe lasciato un margine di suspense più ampio, almeno buona metà di film. Il buon Alfred Hitchcock avrebbe bacchettato i distributori italiani. Ma torniamo al film di Arévalo, qui alla sua prima prova da regista. Non si tratta, a mio modesto parere, di un capolavoro, ma di un film di buona e onesta fattura, con molte lacune, in primo luogo somigliare a tante pellicole già viste.

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Il tragicomico omicidio di Acitrullo Featured

Come saranno le commedie (all’italiana) del terzo millennio? La tradizione è tra le più forti del panorama cinematografico internazionale: in Italia si è riso parecchio, con cast di prim’ordine, mostri sacri del grande schermo che non hanno però lasciato eredi. Anche perché, ridere, oggi, è assolutamente diverso. Marcello Macchia, al secolo Maccio Capatonda, è uno di quelli che più di altri è riuscito a captare e interpretare il nuovo umorismo, splatterando in pellicola quello che succede praticamente tutti i giorni, un inanellarsi di fatti e misfatti quasi sempre criminali e criminosi così efferati che, per abitudine e sindrome di Stoccolma, abbiamo finito per innamorarcene e che sono i termini di Omicidio all'italiana.

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E venne il giorno di Lonergan Featured

di Marcello Bugiani

Avete presente La La Land? Bene, scordatevelo, perché Manchester by the sea è il suo esatto contrario, il polo negativo contrapposto al positivo, l'uniformità del grigio sbattuto contro il mondo colorato della California. Con il pluricelebrato film di Chazelle ha una sola cosa in comune: è un film bellissimo, che rafforza il piacere di andare al cinema, che premia la fatica di alzarsi dal divano la sera dopo cena per assistere ancora una volta a quella magia che solo il grande schermo sa confezionare. Sì, perché è un piccolo capolavoro Manchester by the sea, di Kenneth Lonergan, regista di nicchia, da molti anni nel limbo dei talentuosi autori di cinema sommersi, in attesa di una svolta che forse oggi è finalmente arrivata.

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Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.