Musica (89)

Sas, per forza Featured

di Luigi Scardigli

PRATO. Ognuno è artefice del proprio destino: ogni cantautore veicola il proprio pubblico. Quello di Dario Brunori è falsamente trasversale. Falsamente perché nonostante raccolga, a pieno merito, aggiungiamo immediatamente, due generazioni e mezzo di spettatori, fanno tutti parte, questi ultimi, della stessa identica estrazione sociale. Anche ieri sera, a Prato, in piazza del Duomo, per il primo appuntamento del Settembre pratese (primo per forza, ieri era il 31 agosto!), anche se l’organizzazione non ha potuto registrare sold out come capita puntualmente con il dottore commercialista calabrese (tra l’altro impossibile, in una piazza), la serata, minacciata ma esentata dalla pioggia, è stata come meglio l’artista cosentino non se la sarebbe potuta immaginare. Le sue canzoni, quelle contenute nei quattro album finora sfornati, con intervalli regolari di tempo che esaltano, fino a esasperare, il suo provvido metodismo, i bravi ragazzi e le brave ragazze di piazza del Duomo le sapevano tutte a memoria.

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Da pelle d'oca Featured

di Luigi Scardigli

SI HA CONTINUAMENTE l’impressione di averla già sentita. Altrove, però. La voce è rischiosissima, da pelle d’oca; il corpo sfugge alle telecamere, il viso distrae, meno quei pochi tatuaggi sul braccio destro; un po’ di più, quello piccolo, sul polso sinistro. Il web la segue con cura meticolosa; qualcuno ha scommesso su di lei, le sta curando l’immagine in modo eccellente. E ha fatto bene. Serena Brancale, così giovane, è già un portento. Il grande pubblico, quello che è disposto a bere praticamente tutto, anche la pipì, se filtrata dal tubo catodico, ha già avuto modo di vederla, a Sanremo, qualche anno fa. All’Ariston si presentò con Galleggiare, piccola dispensa delle sue straordinarie e poliedriche disponibilità vocali. Può tutto, Serena Brancale, giovanissima cantautrice pugliese, anche tacere: le suona il profilo, le cantano gli occhi, gode di movimenti ritmati che sono timbrici. Quando inizia a cantare, spiazza chi l’ascolta: non te l’aspetti. Perché scende negli abissi, in apnea, ma come se avesse da qualche parte le bombole d’ossigeno nascoste.

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Diane Schuur, la voce dei colori Featured

CORINALDO (AN). Si è seduta al piano, che ha imparato a suonare sfruttando quell’orecchio magico che le consente di sintonizzarsi all’istante con qualsiasi nota e ha iniziato a cantare. A farle da indispensabile corollario strumentale, Julian Siegel ai sax, Francesco Puglisi al contrabbasso e Adam Pache alla batteria, un quartetto altamente jazz che meglio non poteva riassumere e chiudere la 19esima edizione anconetana di Corinaldo, che ha avuto, prima del gran finale con la Schuur, tre incontri di altissimo spessore musicale, a cominciare dall’esordio, affidato al quartetto Sea Side che si immerge nei fiati del fiorentino Nico Gori, seguito, nei due giorni successivi, dalla batteria di Peter Erskine e la sua The Dr Um Band prima e dalla California Dream Band, poi.

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Epico Featured

di Raffaele Marseglia

MANTOVA. La città di Virgilio è in fermento: il background musicale è di altissimo spessore, impegnato in tanti fronti, e sta portando Sting in giro per il suo Tour Mondiale organizzato per la presentazione del nuovo disco 57th & 9th Tour uscito l'anno scorso. In tanti in giro per la cittadina per questo avvenimento e per la prima volta di Sting come ospite. Un gruppo del suo Fan Club arrivato da ogni parte d'Italia e fuori nazione (hanno un gruppo di Facebook chiamato Illegal Tales capitanato da Giovanni Pollastri e Lydia Di Corato) hanno marcato l'entrata con un susseguirsi di giornalisti per capire il perché di Sting nella loro vita e l'amore per la sua musica. Alle 18 hanno aperto i varchi con controlli molto rigidi e il flusso delle persone si è insediato nei vari settori di Piazza Sordello.

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Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.