Teatro (149)

L'ultimo dei Malavoglia Featured

PRATO. Non è facile separare il coinvolgimento emotivo dalla cruda recensione. La colpa, comunque, è solo sua, di Tindaro Granata, il vocalista del nuovo capitolo dei Malavoglia, quello che Verga non avrebbe mai pensato di dover scrivere. Perché anche ad Aci Trezza, uno dei figli di Padron ‘Ntoni o di Bastianazzo, scegliete voi, ce l’ha fatta a lasciare il paese dove si vive solo di pesca e andare a Roma, a fare l’attore. Contro tutto e contro tutti, contro la storia, la leggenda e i pregiudizi, contro la fortuna, i luoghi comuni, i nepotismi incancreniti, salendo sul primo treno appena giunto alla stazione. Le lacrime si sono già asciugate, tornando a casa e quella tenerissima rabbia che ci ha regalato il suo sorriso la mettiamo da parte, dimenticandola giusto il tempo di recensire Antropolaroid, ma conservandola gelosamente, per il suo e il nostro futuro, ma soprattutto per il suo e il nostro passato.

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L'Amleto, ma di Sciècspìr Featured

PRATO. Chissà chi sia mai stato a presentare, a quelli di Punta Corsara, Shakespeare. In un primo momento, siamo convinti che l’abbiano scambiato per un pazzo (dalle parti di Scampia, poi, tra presunti e reali, il campionario è coloratissimo). Poi, però, quando qualcuno deve aver detto loro che quel tipo parecchio strano, in realtà, era uno molto, ma molto importante, nonostante non abbiano cambiato idea – anzi -, se ne sono fatti una ragione. E uno spettacolo, Hamlet travestie, che gira l’Italia ormai da tre anni, lasciandosi ovunque dietro una cortina di spontanea e applaudita simpatia. Come ieri sera al Fabbricone di Prato (si replica stasera, 20,45, domani, 19,30 e domenica, 21 gennaio, alle 16,30). Il riferimento amletico però è molto più complicato di quanto si possa immaginare, perché all’incipit shakespeariano dovete poi aggiungere la parodia anglosassone settecentesca firmata da John Poole e miscelare il tutto con una commedia napoletana di Antonio Petito, il Don Fausto.

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Viaggiatori indesiderati Featured

AGLIANA (PT). Anche il più incallito razzista e xenofobo non può non impietosirsi di fronte alla storia di Cher (Alessio Zirulia), un giovane pakistano che arriva dalle nostre parti fuggendo da tutto e da tutti e riesce a farsi inserire in un centro d’accoglienza per minori grazie al fattivo prodigarsi dell’avvocatessa Viviana (Amanda Sandrelli), che è la compagna di Paolo (Luca Giordana), uno degli addetti della comunità di profughi. Ma Vivo in una giungla, dormo sulle spine, lo spettacolo ideato e diretto da Laura Sicignano e scritto con la collaborazione di Shahzeb Iqbal, in scena ieri sera al Teatro Moderno di Agliana, è un manifesto teatrale di corretta denuncia, che parteggia spudoratamente per gli ultimi (il padre di Viviana è un terrone emigrato al Nord, dove ha lavorato una vita in fabbrica, di giorno e studiato altrettanto, di notte, il comunismo), ma che non dimentica di denunciare come dietro questa macchina umanitaria si muova un pauroso sottobosco di interessi mafiosi, un vortice di permessi e soldi che abbrutisce e devia l’aspetto umanitario, offre gratuitamente linfa preziosa al revanchismo più bieco, ma non allevia, di un solo atomo, la disperazione che affligge questa umanità di particolari e spesso indesiderati viaggiatori.

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Sorelle improbabili Featured

PISTOIA. Il dolore – è una commedia noir – ci è sfuggito, ma anche la vena umoristica; quest’ultima, in compenso, non è stata afferrata nemmeno dal resto del pubblico del Teatro Manzoni di Pistoia (si replica stasera, sabato e domani pomeriggio, 14 gennaio), perché a ridere sono stati in pochi e con parecchia parsimonia. Che siamo in una villa che rappresenta fortune dimenticate lo si capisce leggendo le note, non certo dalla caustica e caotica confusione scenografica. Le Sisters, o Come stelle nel buio (la sovratitolazione anglosassone lascia ulteriormente perplessi), sono due sorelle con trascorsi artistici: Regina (Maria Rosaria, in arte Iaia, Forte), corpulenta e sguaiata ma modesta cantante napoletana, come Igor Esposito, autore del testo e Chiara (Isabella Fogliazza, in arte Ferrari), la sorella meno vesciaiuola, che non slenga i bassi anche perché (bisognerebbe chiederlo a Valerio Binasco, il regista) ha fatto un po’ di cinema, forse.

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Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.