Editoriali (15)

SIEMPRE! Featured

GLI ESULI festeggiano: sono convinti che d’ora in avanti, a Cuba, andrà meglio. Sì, perché ora, a Cuba, dopo la morte di Fidel (scoccata stanotte, a novant'anni), del Comandante, tanto lentamente quanto inesorabilmente, arriverà la democrazia, ma quella con la d minuscola, naturalmente. Che sarà quella che la piccola isola felice importerà dai limitrofi Stati Uniti, dove senza soldi non si è nessuno e con i dollari, si può tutto. A noi invece, la morte di Fidel Castro ci addolora, molto, in modo quasi inconsolabile.

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Una questione d'accenti Featured

di Lucilla Bernardini

Le parole sono importanti, si sa. Che le relazioni interpersonali si dicano legàmi ha un significato e un significante preciso. I legàmi più significativi si hanno tra persone che, a loro dire, si amano. Quando ci si lega a qualcuno si inizia con fili sottili, di seta: un braccio legato a un orecchio, per esempio; tu muovi la testa e io avverto il braccio che si sposta: è piacevole, ricorda la presenza della persona amata, niente di male. Poi i fili si moltiplicano: un piede con un occhio, un fianco con un gomito, una spalla e una coscia indissolubilmente avvolti nella stessa matassa, stessa ragnatela, leggera, ma ingombrante. Ora, a ogni tuo movimento, a ogni respiro, sento il legàme che tira di qua e di là, che impedisce di camminare con scioltezza, stringe il collo e soffoca, rallenta, rallenta entrambi.

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DEMOCRAZIA Featured

Aida Hadzialic è musulmana. E’ nata 29 anni fa in Bosnia-Erzegovina, ma a soli 5 anni, con la famiglia, è andata a vivere in Svezia. Dove è diventata, con i socialdemocratici, ministro dell’Istruzione. Giovedì sera, al volante della sua auto di ritorno da un concerto, è stata fermata da una pattuglia della stradale, che l’ha sottoposta all’alcoltest: la macchinetta ha sentenziato 0,2 (due bicchieri di vino, all’incirca). Ritiro della patente, denuncia e fermo, con il rischio tangibile di una lunga detenzione. Non vi vogliamo parlare delle donne, nemmeno di quelle musulmane, né tanto meno di integrazione, e neanche di rigore eccessivo, anche se sarebbe comunque opportuno, e sintomatico; ma di democrazia, altissima. Aida Hadzalic, la mattina successiva, venerdì, si è dimessa, dicendo "di aver fatto il più grave sbaglio della mia vita". Il premier Stefan Lofven, socialdemocratico anche lui, non ha provato minimamente a sminuire l’accaduto, ma l’ha immediatamente sostituita con Helene Hellmark Knutsson.

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'unsisapeanulla Featured

La sola differenza, tra Pistoia e le molte altre città d’Italia nelle quali l’amianto ha fatto strike, riguarda le condanne ai responsabili. Lo scriviamo ora (ma ne abbiamo scritto e videodenunciato tanto, in tempi non sospetti, quando ‘unsisapeanulla) perché Elena Stoppini, giudice di Ivrea, ieri non ha guardato in faccia nessuno quando ha condannato, per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose ai danni dei dipendenti, Carlo De Benedetti, amministratore delegato e presidente della “Ing Camillo Olivetti spa” dal 1978 al 1996. Oltre ai cinque anni e due mesi comminati all’attuale editore, tra i condannati figurano il fratello Franco e Corrado Passera (solo per citare i rei più famosi). Le condanne sono figlie dei verdetti di Laura Longo e Francesca Traverso, le due pm secondo le quali i vertici aziendali non avrebbero impedito l’insorgenza del mesotelioma pleurico, tumore provocato dall’esposizione all’amianto, che ha provocato la morte di nove ex dipendenti, tutti addetti al montaggio delle macchine da scrivere usando l’asbesto contenuto nel talco che serviva per facilitare lo scorrimento delle parti di gomma, come i cavi, in quelle di metallo. Va bene, la Breda non esiste più: oggi si chiama Hitachi, ma i morti di via Ciliegiole, molti di più di quelli di Ivrea, nel frattempo non sono resuscitati!

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Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.