Editoriali (17)

DEMOCRAZIA Featured

Aida Hadzialic è musulmana. E’ nata 29 anni fa in Bosnia-Erzegovina, ma a soli 5 anni, con la famiglia, è andata a vivere in Svezia. Dove è diventata, con i socialdemocratici, ministro dell’Istruzione. Giovedì sera, al volante della sua auto di ritorno da un concerto, è stata fermata da una pattuglia della stradale, che l’ha sottoposta all’alcoltest: la macchinetta ha sentenziato 0,2 (due bicchieri di vino, all’incirca). Ritiro della patente, denuncia e fermo, con il rischio tangibile di una lunga detenzione. Non vi vogliamo parlare delle donne, nemmeno di quelle musulmane, né tanto meno di integrazione, e neanche di rigore eccessivo, anche se sarebbe comunque opportuno, e sintomatico; ma di democrazia, altissima. Aida Hadzalic, la mattina successiva, venerdì, si è dimessa, dicendo "di aver fatto il più grave sbaglio della mia vita". Il premier Stefan Lofven, socialdemocratico anche lui, non ha provato minimamente a sminuire l’accaduto, ma l’ha immediatamente sostituita con Helene Hellmark Knutsson.

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'unsisapeanulla Featured

La sola differenza, tra Pistoia e le molte altre città d’Italia nelle quali l’amianto ha fatto strike, riguarda le condanne ai responsabili. Lo scriviamo ora (ma ne abbiamo scritto e videodenunciato tanto, in tempi non sospetti, quando ‘unsisapeanulla) perché Elena Stoppini, giudice di Ivrea, ieri non ha guardato in faccia nessuno quando ha condannato, per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose ai danni dei dipendenti, Carlo De Benedetti, amministratore delegato e presidente della “Ing Camillo Olivetti spa” dal 1978 al 1996. Oltre ai cinque anni e due mesi comminati all’attuale editore, tra i condannati figurano il fratello Franco e Corrado Passera (solo per citare i rei più famosi). Le condanne sono figlie dei verdetti di Laura Longo e Francesca Traverso, le due pm secondo le quali i vertici aziendali non avrebbero impedito l’insorgenza del mesotelioma pleurico, tumore provocato dall’esposizione all’amianto, che ha provocato la morte di nove ex dipendenti, tutti addetti al montaggio delle macchine da scrivere usando l’asbesto contenuto nel talco che serviva per facilitare lo scorrimento delle parti di gomma, come i cavi, in quelle di metallo. Va bene, la Breda non esiste più: oggi si chiama Hitachi, ma i morti di via Ciliegiole, molti di più di quelli di Ivrea, nel frattempo non sono resuscitati!

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Il popolo e la folla Featured

Ieri, a Versailles, un poliziotto francese si è rifiutato di stringere la mano al suo Presidente Francois Hollande e subito dopo anche al premier Manuel Valls: era vestito in completo blu aviazione, come molti altri suoi colleghi, camicia celeste e cravatta blu, con i capelli corti come vanno di moda ora, meno folti sulle tempie e stava sull’attenti, pancia in dentro e petto in fuori, con un rigore e una serietà impeccabili. Quando il Presidente è passato davanti al giovanotto, quest’ultimo è rimasto con le braccia conserte dietro la schiena, senza battere ciglio. Francois Hollande ha visibilmente accusato il colpo, ma ha cercato di non darlo a vedere, proseguendo la parata delle strette di mano. La cerimonia era stata indetta per ricordare i due poliziotti uccisi a Parigi da un jihadista.

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Una storia schifosissima Featured

Ogni tanto ci si imbatte in qualche giornalista e quelle rare volte che succede ci si ricorda che questa è ancora una delle professioni più affascinanti. E’ successo venerdì 14 aprile, alla libreria Lo Spazio, in via dell’Ospizio, a Pistoia, dove sono venuti a parlare del loro libro-dossier, Setta di Stato, Francesco Pini e Duccio Tronci, due colleghi, appunto. Grazie a loro, la storia schifosissima del Forteto, oltre che nelle aule giudiziarie, potrà arrivare nelle case di chiunque decida acquistare il volume (AB Edizioni, 15 euro).

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Meglio Meno - Direttore responsabile Luigi Scardigli luigi.scardigli@gmail.com
Registrazione 9-2015 del 19 novembre 2015 presso il tribunale di Pistoia.