Siamo pronti a scommettere che se potesse, stanotte, durante l’esibizione in scaletta del suo concerto di Modena (Albachiara?), sceglierebbe di morire: si autobeatificherebbe! Sorte tanto benevola non è toccata nemmeno a Jimi Hendrix, o Jim Morrison e nemmeno a Janis Joplin (tanto per rispolverare la leggenda delle J e dei 27 anni); lui, poi, Vasco Rossi, è ormai un signore di abbondante mezza età (65 anni, da pensione, Fornero permettendo) e stasera, 1° luglio, a Modena, a vederlo, a vederlo festeggiare i suoi 40 anni di musica, saranno in 250.000. Cifre da far impallidire i suoi miti adolescenziali, i Rolling Stones, ma anche i Beatles o Bruce Springsteen. Certo, le sue canzoni non hanno fatto e non faranno il giro del Mondo, ma nessun artista, in casa propria, è riuscito a unire, in un sol colpo, tre generazioni.

Sì, perché stasera, tra i 250.000 spettatori (con i prezzi dei biglietti niente affatto popolari) si incontreranno i quindicenni, con i loro padri (quarantenni) e i loro nonni (più o meno coetanei di Vasco); 250.000 persone, una piccolissima percentuale di tutti quelli che lo adorano indistintamente, da Bolzano a Ragusa, che conoscono alla perfezione ogni sua canzone e che stasera saranno indimenticabilmente orgogliosi di esserci. Per poterlo raccontare, un giorno. Molto più che scaricare in diretta, su facebook, le fasi salienti del concerto e raccogliere, in diretta, una montagna di like. Si è diplomato con fatica Vasco Rossi, dopo la traumatica esperienza dai Salesiani e non si è laureato, né in Economia e Commercio, dove il padre camionista lo indusse a iscriversi per vendicare le migliaia di chilometri fatti al volante dei Tir, né in Sociologia, dove sempre il padre pensò di poterne fare un dottore. Fu arrestato per possesso di cocaina e, dopo qualche giorno in carcere, condannato a poco meno di tre anni. All’epoca, solo Fabrizio De André e Dori Ghezzi gli stettero vicino, veramente. Ma già allora, Vasco Rossi aveva scelto: aveva scelto la sua musica, non certo per palati fini e aveva scelto la sua poesia, povera, immediata, di pancia, per raccontarsi al pubblico, che non ha mai perso, durante gli anni, un solo ammiratore. Non siamo a Modena a raccontarvi in diretta il delirio; non siamo mai stati a un concerto di Vasco Rossi, né ci andremo mai in quelli che farà, se non si sentirà satollo e deciderà invece di smettere. Ma come lui - abbiamo voglia a fare i sofisti -, nessuno: né prima, né ora, né mai più.

Pin It