di Sara Pagnini
FIRENE. All’ora del tramonto al Giardino del Pomario (Castello dell’Acciaiolo, Scandicci) dal 16 giugno al 10 luglio va in scena NUTIDA - rassegna di danza contemporanea -, una parola svedese che significa contemporaneo e che in sé contiene NU di nuovo, UT di utopia, DA di danza; titolo azzeccatissimo per questa rassegna ideata e fortemente voluta da Saverio Cona (direttore associato Diego Tortelli), la cui passione e generosità porta in scena più di quaranta spettacoli, di cui tredici prime nazionali, quando per soddisfare gli accordi con il Ministero della Cultura (che sostiene l’iniziativa) di spettacoli ne sarebbero bastati meno della metà. Saverio Cona con la sua rassegna ha formato una vera comunità danzante, nuova, utopica, giovane, creativa, educata, tenace. Scandicci (l’Amministrazione comunale contribuisce al festival) e il suo bellissimo giardino diventano un laboratorio internazionale della danza contemporanea che prende forma all’aperto, in modo informale, ma non casuale, su un palco posto in mezzo agli spettatori, dove ognuno può scegliersi il suo angolo prediletto da dove seguire le performance. Il Giardino del Pomario diventa un teatro en plein air, un luogo privilegiato di incontro tra ricerca coreografica e sperimentazione performativa con un focus su artisti e compagnie giovanissime in un dialogo senza filtri tra gli artisti e il pubblico dai molteplici temi: identità, trasformazione, memoria, relazione, vulnerabilità e desiderio di connessione. Va in scena l’altra danza, senza scenografie, costumi minimali, senza quinte, senza sipario, poco trucco; i danzatori si esibiscono a un metro o poco più dal pubblico, si riescono a contare anche i pori della loro pelle e si sente la loro essenza. Abbiamo assistito il 22 giugno a Variation + della compagnia napoletana Cornelia Dance Company, un atto di amore verso il teatro e ciò che rischia di non rappresentare più; i danzatori (Nicolas Grimaldi Capitello, Leopoldo Guadagno, Francesco Russo, Giada Tibaldi; la foto è di Giampaolo Becherini) cercano di farsi sentire, ma la loro voce non esce, esprimendo con i loro corpi tutta la sofferenza che deriva dall’impossibilità di farsi ascoltare. Il coreografo Nyko Piscopo, laureato in Didattica delle Discipline Coreutiche presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma, è un coreografo attivo sulla scena italiana e internazionale alla continua ricerca di un'estetica personale tra balletto e danza contemporanea. Ci è piaciuto molto il passo a tre maschile. Nella stessa serata anche Dira Libido 2.0 (produzione Compagnia Bellanda in coproduzione con CCN/Aterballetto), un passo a due dove i corpi che si avviluppano (lui, il coreografo Giovanni Leonarduzzi proveniente dalla breakdance, lei, Lia Claudia Latini di formazione classica, intrecciano un amore sbagliato, tossico e triste, fatto di netti movimenti che pare portino finalmente a un equilibrio tra i due, che subito viene perso e sbilanciato da un preciso movimento del partner teso a rendere la relazione sempre instabile. Al Pomario, all’ora del tramonto, in una luce dorata, al canto delle cicale, gli artisti di Nutida vi aspettano, danzando sotto la chioma di un bagolaro, densa, espansa, quasi perfettamente tondeggiante.