PISTOIA. Non mi ha meravigliato affatto che in mattinata, alla Fondazione Tronci, dove il padrone di casa Luigi ha allestito un piccolo rinfresco per festeggiare il suo 91esimo compleanno, non ci fosse nessuno di chi doveva esserci. Non parlo dei suoi amici, delle centinaia e centinaia di batteristi ai quali ha consegnato, in dote, i suoi piatti, né di tutti i musicisti ai quali ha offerto la sua incommensurabile sapienza sul suono e su ogni sua vibrazione; ognuno di loro, gli omaggi, glieli rende sistematicamente, portando in giro per il Mondo, con orgoglio, il suo marchio Ufip. Anche oggi, come da quando vivo a Pistoia (quarantatré anni), l’Amministrazione Comunale della città e i suoi soldatini sono stati naturalmente assenti, giustificando l’imperdonabile vuoto con altri inderogabili impegni. Nella piccola, ma sofisticatissima, introduzione ai brindisi, svoltasi nella sala dove abitualmente si allestiscono i concerti invernali (con la stagione buona si fanno nel chiosco, all’aperto), dopo alcune piccole ma assai dotte informazioni su alcuni oggetti e reperti sottratti alle intemperie e all’incuria degli anni e salvati in quel ricovero di cose preziose, è circolata la solita voce che tutto il materiale acustico di Luigi Tronci, per una corretta e prolifica conservazione chimica, didattica, storica e politica, avrebbe bisogno di spazio, di altro spazio, di molto più spazio. Sono sicuro che nessuno riuscirà a trovargliene, almeno fino a quando è vivo; quando se ne andrà, invece, tutti quelli che non hanno fatto nulla per lui in vita, proveranno, ma solo per ripulirsi la coscienza e imbarcare qualche voto, riuscendoci, a trovare degna sistemazione alla sua secolare raccolta di ogni ordine di percussione. Auguri, Luigi. Peccato che, dopo essere nato a Fiesole, la vita ti abbia condotto a Pistoia; altrove, in un ovunque altrove, saresti un’Istituzione, celebrata, rispettata, studiata e spedita in orbita come unica eccellenza in tutto il Mondo. Auguri, Luigi, auguri di cuore da parte mia e da tutte le persone al mondo che hanno avuto la fortuna, come me, di imbattersi con il tuo cuore, la tua scienza, la tua conoscenza e la tua smisurata voglia di mettere in comunione la tua vita con la musica.