PISTOIA. Durante l’intonazione del terzo brano in scaletta, Emiliano Degl’Innocenti, bandleader dei Mud Machine, ha srotolato, da una valigetta posta al lato del palco, una grande bandiera della Palestina e l’ha appoggiata, alla meglio, sulle aste dei tre microfoni che da lì a poco sarebbero serviti a Indra Brocchi, Donatella Pellegrini e Cristina Salotti (le Nickettes ai tempi di Becattini) per fare da coriste al 46enne palermitano Umberto Porcaro, una delle sei corde italiane con parecchi crediti per ereditare onori e oneri della chitarra di Nick. Abbiamo deciso, per raccontarvi la lunga serata di ieri in piazza del Duomo a Pistoia, Un blues per Nick, dedicata alla memoria di Nick Becattini a un anno esatto dalla sua ultima straziante apparizione pubblica, che anticipò, di un paio di mesi, la sua prematura scomparsa, di prendere spunto (ci sono già i reperti fotografici dell’intera serata, eh, tutti targati Fiorenzo Giovannelli) dal gesto del chitarrista pistoiese perché ci è sembrato quello più vicino al dolore cosmico delle ingiustizie naturali della vita: contrarre la SLA e nascere nella striscia di Gaza. Di tutto il resto, raccontarvi e scrivere è sin troppo semplice: dalle 19,30 in poi, ininterrottamente, con piccolissime pause riservate a cambi/palco, fin dopo la mezzanotte, Pistoia ha deciso di ricordare e omaggiare Nicola Nick Becattini; lo ha fatto nel bel mezzo dell’edizione 2025 del Festival Blues, in una serata speciale, gratuita, la prima senza Nick e la prima con il dovere di non dimenticarlo. A suonare, in questa notte da brividi, ci sono stati quasi tutti (i pochi illustri assenti erano inderogabilmente impegnati altrove a suonare) quelli che, in un modo o in un altro, con la musica di Becattini hanno fatto e dovuto fare i conti: Giancarlo Crea e Dario Lombardo, pionieri della Model T. Boogie, ai quali si sono uniti l’armonicista Mimmo Mollica e il bassista Daniele Nesi (ci sarebbe dovuta essere anche l’altra magistrale sei corde pistoiese, Sergio Montaleni, allettato, a quarantottore dall’evento, da un piccolo contrattempo di salute); la Nick Becattini Legacy, una formazione musicale nata con lo specifico proposito di non chiudere in un cassetto la musica di Nick e formata da Keki Andrei all’Hammond, Carmine Bloisi alla batteria, Andrea Cozzani al basso e Andrea Cek Franceschetti alla chitarra e alla voce, che visto e ascoltato da lontano, quest’ultimo, in piazza, avrà dato, non solo a noi, crediamo, quella stranissima impressione di temporanea reincarnazione; il blues con la voce da cowboy di Emiliano Degl’Innocenti dei Mud Machine, come abbiamo detto all’inizio; i fiorentini Tennessee Rose Blues band e la loro appassionata devozione alla black music; la T.N.T. Blues Band, che non ha alcuna intenzione di lasciarsi contaminare dal nuovo e che continua, fortunatamente imperterrita, a riproporre i grandi classici leggendari, da Muddy Waters a Junior Wells, passando per Buddy Guy e senza dimenticare le tre formazioni vincitrici della Selezione Obbiettivo Blues’In, che hanno anticipato, velocemente, la scaletta da noi ora riproposta alla confusa: i giovani metallari Burning Blood, il cantautore Roberto Lucciarini e la voce, meravigliosa, della ravennate Gloria Turrini, arte, con il suo chitarrista, Gloria & The Doctors. Tra una band e la successiva, Fabrizio Berti, armonicista blues e inappuntabile memoria storica del Blues in generale e letteralmente inattaccabile su quello di Pistoia, artefice, con Silvano Martini (la Sicurezza, dal 1985, in piazza del Duomo) e il placet della Direzione Artistica dell’evento, della promozione della serata, si sono presi un attimo la scena invitando sul palco Giovanni, uno dei due fratelli di Nick e quel tanto e importante che resta della famiglia Becattini: Luisa, Bambi e Marco. L’ultima volta che li avevamo visti insieme erano in prima fila nella chiesa di San Paolo, a Pistoia; era il giorno del funerale di Nick. Le lacrime non si vedono più, scorrono dentro, ora. Fuori, ci vogliono i sorrisi per continuare, come quelli che scatena l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down della Versilia) in piazza per continuare a raccogliere fondi indispensabili affinché la musica sia una festa per tutti. Con loro e con noi, ieri sera, a farci compagnia e a provare a trasformare il pianto in felicità, altri due amici musicisti che ci hanno lasciato troppo presto: Janko e Leo Boni, due ragazzi del Blues.
