di Simona Priami
CARRARA. Nel 1987 Adriana Pincherle, famosa pittrice e sorella di Alberto Moravia, afferma riferendosi agli anni di mezzo secolo prima: di pittrici ce ne erano poche in giro e della mia generazione ne conoscevo qualcuna. Ricordo la Cecchi Pieraccini, la Leonor Fini, la Katy Castellucci, Milena Barilli. Indubbiamente, essere donna, se non ha nociuto, non ha certo giovato alla loro come alla mia carriera. La discriminazione la avvertivo come un limite molto italiano, molto locale e provinciale, e in quegli anni poi. Le elegantissime sale di Palazzo Cucchiari quest’anno offrono un altro eccellente percorso artistico, curato da Massimo Bertolozzi, con ufficio media Marco Ferri, una mostra (aperta al pubblico fino al prossimo 25 ottobre) promossa dalla Fondazione Giorgio Conti, dedicata alle donne che si sono svincolate dal ruolo di mogli e madri e hanno fatto valere il loro talento con forza e determinazione, donne professioniste che hanno lavorato per poter accedere alle più importanti esposizioni pubbliche e quindi poter vivere del proprio lavoro: essere indipendenti. Si tratta di 131 opere tutte provenienti da importanti musei o prestigiose collezioni, dipinti e sculture, oltre a Giacomo Balla, Felice Casorati, Mario Mafai, per la maggior parte di artiste che sono riuscite a lavorare mostrando elevate capacità, complici anche i grandi cambiamenti storici del tempo. La guerra e le catastrofi del ‘900, a volte, hanno frenato la loro produzione, ma le artiste appena possibile hanno ricominciato a lavorare, dimostrando sempre più tenacia e coraggio. Angelo Inganni, nella sua tavola sagomata, dipinge La Signora Inganni con il mazzolino di peonie forse dipinto da Amanzia, esperta nel disegnare i fiori; il ritratto sagomato su un supporto ligneo, genere di uso domestico, presenta la padrona di casa sorridente che accoglie gli ospiti, il soggetto quotidiano presenta incarnato roseo e sorriso che mostra i denti, pennellate sottili definiscono il viso, mentre l’abito blu è stato fatto da rapide pennellate ricche di colpi di luce. Amanzia Inganni Guerillo è presente inoltre con Il Nuovo ponte in ghisa, particolareggiata, vivace e colorata descrizione dei Navigli di Milano, Carrozza a due e Natura morta con beccaccino ed anitra. Leonor Fini è stata costumista, scrittrice, scenografa, artista eclettica, una donna ribelle e indipendente, famosa anche per il suo abbigliamento eccentrico e succinto. Nata a Buenos Aires, ha viaggiato molto; a Parigi ha frequentato i Surrealisti, sperimentandone le tecniche. Le sue creature sono fuori dagli schemi, enigmatiche e inquietanti come in Medusa del 1960 olio su tela; il suo Nudo ricorda una musa antica, ma anche lo spaesamento enigmatico della solitudine contemporanea. Lo sguardo perso e assente rimanda a quel primitivismo tanto amato da Modigliani; l’artista è presente alla mostra anche con Ritratto del giovane André De Mandiargues, con il quale aveva una relazione e Ritratto di Signora, figura femminile dallo sguardo provocante, profondo e misterioso. Antonietta Raphael Mafai invece è nata in un piccolo villaggio vicino Vilnius, in Lituania, di origine ebraica. Pittrice e scultrice di elevato spessore, moglie di Mario Mafai, viaggia molto tra Londra e Parigi, influenzata dalla cultura figurativa di impronta baltica, arriva a Roma a metà degli anni ’20 e insieme al marito dà vita alla Scuola Romana. In Mafai nello studio, attraverso colori accesi e una soggettiva deformazione espressionistica, rappresenta il marito che dipinge un vaso e dei fiori, con dietro una giovane modella nuda in posa lasciva: non è il soggetto dipinto; la prospettiva è eliminata, i colori non sono naturali e giocano un ruolo fondamentale, espressionistico. Mario ha una posa non naturale e uno sguardo che ricorda un satiro, il riferimento alla sua infedeltà è evidente. Daphne Maugham frequenta la scuola di Casorati che sposa nel 1931: la sua Natura morta con libro è dominata dalle sfumature dal blu all’azzurro, la prospettiva non è naturale come le forme, ma è sempre il colore che crea un’emozione. Alla scuola torinese di Casorati lavorò anche Lalla Romano, artista e famosa scrittrice che nella sua produzione letteraria cita Nella: si riferisce a Nella Marchesini, allieva di Casorati, grande artista definita isolata e una straordinaria eccezione nel panorama contemporaneo. Nella è presente con Renaioli a Marina di Massa, Pattino sulla spiaggia e Nella pineta, opere che ricordano la sua terra, sono presenti anche altri ritratti figurativi tra cui Daphne Maugham. Di famiglia borghese con ascendenze ebraiche, Adriana Pincherle ha esposto in Italia e all’estero con grande successo. In Autoritratto la figura femminile è rappresentata in un momento di pausa dalla pittura, i colori e la posa asimmetrica ricordano Matisse, il volto, invece, con forma allungata e sguardo assente, le maschere tribali che avevano affascinato Modigliani, In Fiori di pesco le forme sinuose e i colori vivaci ricordano ancora Matisse, gli oggetti quotidiani come vasi, fiori, tavolo, sono sagome piatte bidimensionali, i colori sono accesi, irreali, la profondità classica è eliminata, l’opera è emozione pura. Tante altre artiste sono presenti a questa imperdibile mostra, donne indipendenti che viaggiano, dipingono, all’avanguardia, attente alle nuove correnti artistiche e letterarie, curiose e intraprendenti, soprattutto svincolate da quei ridicoli ruoli precostituiti di mogli di o figlie di imposti dalla cultura dominante e dalla società.