PISA. L’unico nemico, che sta assumendo, di stagione in stagione, le caratteristiche dell’invincibilità, è il caldo. Tutto il resto, però, laddove la volontà umana, esaltata dalla giusta sinergia tra pubblico e privato, ha modo di esprimersi, produce, ad esempio, Stelle in Giardino, una serata (terza edizione, ingresso gratuito), quella di ieri, parecchio fashion al Giardino Scotto, un meraviglioso parco multiuso che alterna esemplari serate di musica a incontri decisamente più mondani. E che ieri sera, a farla da padrona, fosse la dea della Vanità, lo si è capito, prima dell’inizio dell’evento, dalle mise delle spettatrici, una carrellata di buon gusto e bellezza che ha fatto da apripista alle sfilate dei vari design confluiti nel parco pisano un po’ da tutto il Mondo, una vera e propria passerella con un palco di presentazione e una lingua che ha equamente diviso in due la platea, sulla quale sono sfilate (un solo uomo, tra le modelle) giunoniche (anche se per noi un po’ denutrite, ma questo è il commento di chi non frequenta le sfilate) giovanissime ragazze, che oltre a vantare stature imponenti, sono state trasformate in femmine spaziali da tacchi vertiginosi. E che della Moda, vecchia e nuova, noi non si capisca nulla, tanto che non riusciamo a intercettare a quale mercato si rivolgano capi di abbigliamento che non incrociamo mai indossati da nessuno in alcun angolo della Terra, qualora non fosse palese, abbiamo tenuto a specificarlo. Ma come ha detto l’ideatore/presentatore livornese Gabriele Masiero, giornalista estremamente preparato con il quale abbiamo avuto la fortuna di condividere un’esperienza lunga un’illusione proprio nella città labronica, parlare di moda vuol dire parlare di centinaia e centinaia di lavoratori, e delle loro famiglie, che vivono dietro le quinte, i lustrini e i grandi abiti e assicurano, puntualmente, tanto l’ottima riuscita degli eventi, quanto la perfetta funzionalità del Settore, che continua ad essere un meraviglioso volano dell’economia dell’intero Paese. Ma ieri, al Giardino Scotto, la serata, impreziosita dal saluto del Sindaco di Pisa, Michele Conti, che è stato invitato sul palco assieme a Massimiliano Giornetti, Direttore di Polimoda e per oltre tre lustri Direttore Creativo di Ferragamo, ci sono state anche piacevolissime parentesi di altro intrattenimento. La prima a spostare l’asticella del gradimento lontano dallo Stile e trascinarlo verso le note è stata Beatrice Cosentini, sedici anni, con una voce portentosa e una strabiliante padronanza della scena e un futuro, se continuerà a studiare come è indispensabile che faccia, che sembra essere già scritto, Poi, Dario Ballantini, livornese come il conduttore, amici dai tempi della tarda adolescenza, con le sue voci, le sue imitazioni, i suoi travestimenti e quella meravigliosa scorrettissima ironia, che non vuole, per fortuna, in alcun modo, allinearsi all’ipocrisia del politicamente corretto. Ha iniziato con Vasco Rossi, per poi camuffarsi da Gianni Morandi, prima di diventare Adriano Pappalardo e chiudere in bellezza con Zucchero, quadrumvirato musicale supportato dalle note del Live Acoustic Trio che lo accompagna, se non a chilometro zero, ma nelle immediate vicinanze (Nino Pellegrini al contrabbasso, Stefano Franceschini al sax e Andrea Garibaldi al piano). Un omaggio musicale e alla propria meravigliosa versatilità che non poteva non terminare con un ringraziamento alla Moda, quella con la M maiuscola, quella di Valentino, al quale l’aldilà ha concesso un piccolo permesso proprio per omaggiare la serata affidata alle speranze di molte sue degne e aspiranti eredi.
L'alta Moda che verrà