Ellesse
LUCCA. Renzo Cresti, oltre che un profondo conoscitore di parecchie musiche, è anche un personaggio che ha dei buoni agganci metereologici. Sì, perché di giorno pioviscola, ma la sera, almeno su quel pezzo di cielo che controlla e protegge piazza dell’Anfiteatro di Lucca, Giove pluvio finge di non essere interessato e il Festival Anfiteatro jazz può tranquillamente svolgersi. Ieri infatti, 3 giugno, dopo una giornata atmosfericamente claudicante, la tregua è scoccata attorno alle 19: giusto il tempo di consentire alla Jam di Lucca di aprire le danze della nuova edizione ed eseguire un omaggio a Lucio Battisti, grazie a tre grandi voci soliste, Terry Horn, Mara Mattei e Matteo Giusti, accompagnate da una band di grande energia, con Simone Giusti alle tastiere, Alessandro Nottoli al basso, Giampiero Morici alle chitarre e Alessandro Pellegrini alla batteria.
La pausa cena, con rispettivi ristoranti, taverne e punti ristoro presi letteralmente da pacifico assalto da indigeni, toscani del circondario e turisti d'ogni emisfero, ha permesso il cambio palco e da Viaggiare si è andati ulteriormente indietro nel tempo, con la Grande Orchestra di Swing ideata e diretta da Nico Gori, uno dei clarinettisti italiani riconosciuti e più stimati nel mondo, che ha curato anche gli arrangiamenti della band formata dall’ugola di Michela Lombardi, oltre che dalla voce di Mattia Donati e con altri professori di tutto rispetto, come la tromba di Alessio Bianchi, il pianoforte di Piero Frassi, i sax di Renzo Cristiano Telloli e il trombone di Leonardo Victorion e con Silvio Bernardi al contrabbasso e Nino Pellegrini alla batteria. Del resto, il motto verdiano torniamo all’antico, sarà un successo, è stato letteralmente rieditato dal direttore artistico dell’evento, che su questa riga, per nulla falsa, ha organizzato anche questa edizione, resa possibile e gratuita anche per questo 2016 dal poderoso sforzo dell’amministrazione comunale. E poi, Nico Gori, un mix di eleganza e semplicità, energia e delicatezza, groove e managerialità, uno strumentista di rara efficacia e tassonomica precisione, un prezioso e puntiglioso direttore, uno scatenatore di istinti, un trascinatore di emozioni. Certo, vita facile quando si divide e condivide il palco con musicisti di quella portata, ma l’Orchestra di swing è una sua invenzione e i collaboratori se li è scelti lui, incontrando, tra l'altro, la loro entusiastica e orgogliosa approvazione. Ci sarà un motivo? Stasera, si torna in scena: alle 19,30, l'omaggio a Pino Daniele, una di quelle figure che ancora oggi si stenta a credere che non ci sia più.
