Ellesse
QUARRATA (PT). All’ennesimo invito – caduto nel vuoto del parco della villa La Magia di Quarrata - ad alzarsi, abbandonando la comodità borghese delle seggioline, per accompagnare, danzando, la loro musica, Mauro Durante, il poeta-sindacalista-strumentista del Canzoniere Grecanico Salentino, si è sentito in dovere di provare ad offendere il pubblico, ricordando loro di aver visto gente fisicamente più partecipe persino ad un seminario di Erri De Luca. A quel punto, anche i più restii al coinvolgimento si sono alzati, ma solo fingendo, ipocritamente, di aver capito. Appena spenti i riflettori che dal palco illuminavano la platea sul green della Magia infatti, si sono riaccomodati.

Il concerto, comunque, quello della seconda e ultima serata della seconda edizione del Quarrata Folk Festival, volgeva al desio e tempo per intavolare una questione, non ce ne sarebbe più stato. Prima delle ballate della pizzica leccese, offerte con una professionalità e un calore che avrebbero meritato spettatori meno lobotomizzati, la serata ha avuto un prologo vocalstrumentale di tutto rispetto, grazie a Gigi Biolcati, membro insostituibile di Bandaitaliana, che da solo con il suo body percussion ha offerto un breve ma intenso saggio sulle reciproche contaminazioni che corpo e strumenti soffrono e godono vicendevolmente. Anche in questo caso però, il pubblico, che doveva ancora essere fatto oggetto di ingiurie, ha finto di lasciarsi trasportare dalla carica dello strumentista solitario, limitando la compartecipazione ai soli applausi a fine esibizione. Per fortuna che gli spettatori della Magia, anche ieri sera, 25 giugno, come del resto succede puntualmente ad ogni rappresentazione artistica e culturale, erano massicciamente rappresentati dalle donne, che di fronte alle sollecitazioni acustiche hanno mollato, sul posto, i rispettivi partners e toltesi le scarpe, hanno iniziato a ballare. Al di là del modestissimo contributo spettacolare del pubblico, comunque, anche la seconda serata del Folk Festival quarratino può autocongratularsi. La musica, sotto un aspetto squisitamente folkloristico, è stata sin troppo degnamente rappresentata, con due set massicciamente strumentali capaci, forse, di resuscitare uno stuolo di cadaveri; con il pubblico di Quarrata, l’impresa è stata decisamente più ardua e dai risultati meno soddisfacenti, ma tutti, uscendo dal parco patrimoniale dell’Unesco, si sono ripromessi che l’anno prossimo, per la terza edizione, si faranno trovare un po’ più motivati, quasi vivi.
