di Raffaele Marseglia

FIESOLE (FI). Altra serata musicale con artisti che non hanno bisogno di tante presentazioni e il loro leader, un chitarrista con un background speciale, in primis la sua collaborazione con Miles Davis. È di Mike Stern, che stiamo parlando, che al Teatro Romano di Fiesole, a Firenze, affiancato da band speciale: Randy Brecker, trombettista, fratello di Michael Brecker, sassofonista purtroppo scomparso 10 anni fa; Lenny White, batterista con tante collaborazioni e un progetto bellissimo durato poco, purtroppo, The Manhattan Project (Michel Petrucciani, Wayne Shorter, Stanley Clarke, Gil Foldstein, Pete Levin, fratello dell'altrettanto noto bassista Tony, Teymur Fell, grande bassista un accompagnamento con il sei corde che lo si può paragonare ad Anthony Jackson), ha dato un saggio, meraviglioso, della profondità e della bellezza della musica.

Partiti un po’ sottotono, tranne il bandleader, che si sentiva a casa sua sprigionando sorrisi e ringraziamenti, hanno poi dato vita, prese le dovute confidenze, a una serata magica ricca di fraseggi e scambi, esprimendo un linguaggio che è arrivato indistintamente a tutti. Durante il bellissimo e poliedrico repertorio, Mike Stern ha iniziato a estrarre dal proprio cilindro musicale dei suoni fantastici, facendo viaggiare gli spettatori tutti, letteralmente rapiti, in un’atmosfera quasi surreale, una ballad incantevole e incantatrice, che ha letteralmente stregato l’intero pubblico disposto a semicerchio lungo la platea in pietra della sontuosa costruzione del Teatro Romano. Soffermarsi su un brano, con questi calibri, è assolutamente delittuoso. L’intero repertorio, vario e sontuoso in ogni suo dettaglio, ha tenuto tutta la platea in gioiosa attenzione per l’intera durata del concerto, fino ad arrivare alla gemma conclusiva, un tributo al grande Jimy Hendrix, che ha concluso questa serata in una location che non ha bisogno di parole, oltre allo sguardo, per bellezza e la meraviglia acustica di tutti gli strumentisti impegnati sulla scena. Unica nota dolente, l'acustica, che purtroppo, ma ormai sta diventando un classico, non è più il massimo, soprattutto per chi adora l’ascolto dettagliato delle sfumature strumentali.

 

Pin It