di Raffaele Marseglia

PORRETTA (BO). Ultima serata, domenica 23 luglio, per questa 30esima edizione, del Porretta Soul Festival, puntualmente all'insegna della Musica con la M maiuscola, quest'anno con una dedica particolare: a Rufus Thomas, uno dei tanti blackartisti ad aver lasciato un segno indelebile nel Comune appenninico. Con un solito e incontrollabile susseguirsi di artisti, cantanti, dotati di voci meravigliose, il solito, irripetibile e altrove irrintracciabile clima, gioiosamente assorto nell'ascolto e nel gusto di questa musica concentrata sulla sinuosità del ritmo, ma espressa dall'anima, quell'anima nera intesa dai suoi esecutori, un'estrazione del blues fortunatamente sempre presente. Festival molto genuino che rispecchia l'armonia che c'è nel passeggiare nel piccolo centro termale della cittadina, nella piazzetta; un susseguirsi di gruppi della zona, ma anche di terre lontane, con tante persone a gustare un pacchetto completo, composto dalla musica, il paesaggio, gli indigeni e la loro innata accoglienza e quel mercatino che tanto spaventa i valligiani pistoiesi.
Vedere tante persone venute dalla Francia, Germania, Olanda e tanti della nostra penisola a vivere questo Festival nel miglior modo possibile, che poi è anche l'unico, è la dimostrazione lampante – e difficilmente controvertibile – come la musica, offerta in questo modo, sia davvero un traino meraviglioso, inimitabile, irripetibile e indispensabile d’armonia sociale, politica, intellettuale. La semplicità, ad esempio, nell'incontrare, anche in strada, artisti del calibro di Bernard Pretty Purdie e Sax Gordon e scambiare con loro opinioni musicali e di vario genere come se si trattasse di antichi vecchi amici indigeni, la dice lunga sul meraviglioso tenore che regna sul Festival di Porretta. Lo spettacolo vero e proprio, quello serale al Parco Rufus Thomas, anche quest’anno, come succede ormai da parecchie stagioni, è stato presentato dal competentissimo e ormai leggendario, Rick Hutton, musicista a tutto tondo, che ha offerto, come al solito, la sua simpatia e la sua professionalità in modo impeccabile.

Nella fine della prima parte, intorno alla mezzanotte, la pittrice Annalisa Fusilli, in collaborazione con l’Associazione Culturidea (presieduta da Riccardo Fagioli) ha offerto alcune delle sue tele, in stile batik (tecnica particolare di impressionismo grafico) a uno ai figli di Rufus Thomas e Solomon Burke, mentre un terzo quadro rimarrà esposto, per l’orgoglio del mittente e del destinatario, al Porretta Soul Museum, una bellissima collaborazione che stringe, auguriamoci non solo virtualmente, la mano tra Pistoia e Porretta, separate da appena 35 chilometri, ma ancora inspiegabilmente lontane. Finita la premiazione, la serata è continuata imperterrita e sotto il segno della medesima allegria, nonostante si fosse ormai abbondantemente superata la mezzanotte, spartiacque orario, questo, che molto spesso, altrove, induce gli indigeni a richiamare le forze dell’ordine per ristabilire la calma e la tristezza. Lo si è fatto con Bernard Purdie alla batteria e Sax Gordon nella sezione fiati, che hanno condotto per mano, fino alla chiusura, questo bellissimo Festival, che per nulla sazio di R&B e divertimento, proseguirà, in questi giorni, nell'hinterland di Porretta con altri concerti. Una manifestazione straordinaria che va avanti, senza soluzione di continuità, ormai, ininterrottamente, dal 1988, voluta e organizzata dal suo insostituibile Direttore artistico, Patron Graziano Uliani, già al lavoro per organizzare la prossima edizione del Porretta Soul Festival, la 31esima, targata 2018.
