di Raffaele Ferro

PISTOIA. Nella notte non fresca di ieri, ma nemmeno afosa, di un luglio gentile e tranquillo, il Blues Festival ha riunito nella stupenda piazza del Duomo a Pistoia molta gente.
Tranquilla e vogliosa di assistere e ascoltare la musica e la voce, soprattutto, di James Blunt. Nato a Tidworth, contea del Wiltshire, in Inghilterra, una cittadina a un'ora scarsa da Londra, gira il mondo ormai da anni in concerto: dall'Australia agli Usa, dall' Europa al Sud America (racconta durante il concerto) e arriva quest'anno anche a Pistoia. Parla fra un brano e l'altro con tono soffuso, roco, quasi ad ammiccare un dialogo intimo con il pubblico. Un trucco, una strategia intelligente per non sciupare la sua inconfondibile voce. Si , perchè non è facile riuscire ad essere fresco e impostato, e salvare la voce, gia all'età non piu giovanissima di quarantaquattro anni. Eseguire in maniera impeccabile canzoni che alla radio sembrerebbero regolate e corrette, come succede sempre più spesso, da macchine, auto-tune, trucchi della tecnologia.
L'ha dimostrato ieri, per la prima delle tre gionate della 39esima edizione del Festival Blues, accompagnato da una band semplice nel suo suonare, solida e spensierata. Chitarra acustica, lui che polistrumentista suona anche piano e ukulele. Grande esperienza e grande confidenza con le emozioni che la musica scatena. Un palco scarno, strumenti e musicisti. Niente altro, se non un maxischermo che avvolge appunto il combo, con belle immagini e colori, scene di guerra e d'amore: la Siria bombardata e gli innamorati sulla spiaggia. Sofisticate, psichedeliche, ma semplici, epifanie di colori e linee, come la sua musica, squisitamente anni '90. Dal principio dello show, fino ad almeno una prima mezzora di concerto, Blunt regala preziosi rimandi, dal suo repertorio, collegamenti con altre voci, altre melodie care alla sua tradizione inglese. Non è difficile riconoscere il tono che ricorda il grande Jan Anderson, e le sue melodie medievali (Jethro Tull), per poi lasciarsi andare ai falsetti caratteristici, picchi vocali soffici, suo marchio di fabbrica. E anche altro; ricorda quasi, con l'aiuto delle armonie corali (chitarrista, batterista e tastierista cantano i cori) la doce alchimia dei grandi America, o degli immensi Crosby, Stills, Nash. Non un putpurri, bensì la sapiente fusione, il retaggio di chi ha amato e ama ascoltare la musica prima di farla. It's seventy two degrees; zero chance of rain; it's been a perfect day; we're all spinning on our heels, so far away from real. Stay the night. Sembra parlare proprio della serata di ieri, come dicevo, estiva dolce e amica: reale. Migliaia di telefoni illuminati sostituiscono gli accendini di una volta, e illuminano la platea e gli spalti come in un campo di lucciole. Grande grinta, e in I'll be your man il pubblico ballerebbe anche, se non fosse per le sedie in piazza. Agita le braccia il pubblico, ondeggia e batte le mani a tempo. Brani e intervalli di parole, saluti e ringraziamenti a Pistoia, fino alla perla, la hit universale, il suo brano più cantato e atteso, You're beautiful. Tutti la cantano, tutti sono coinvolti, tutti hanno voglia di seguirlo e lui, lascia loro cantare (molte ragazze), le parole stupende e malinconiche: Sei bella, è vero, sembra ammiccare, scrutare nella folla, quasi scorgendo la purezza, la bellezza di un angelo, fra quelle ragazze, proprio come nella canzone. Ho visto la tua faccia in un posto affollato, e non so cosa fare, perchè non starò mai con te. Ma è in High che avvolge, travolge, accompagnato, come detto, dalla potente band; semplice, proprio nella potente semplicità. Su tutti il suono del piano verticale nel proscenio, dona a tutto lo spettacolo un tono proletario, tutt'altro che snob, come ci si aspetterebbe da una star del suo calibro. In alto lui, sul palco, selvaggio che corre fra le stelle alte in cielo, ma anche al livello della gente, di chi è venuto per abbracciarlo idealmente. Intona But now I'm high; running wild among all the stars above. Sometimes it's hard to believe you remember me. Parole d'amore, di una donna che lo ha dimenticato. Cosa che non succederà a noi. Sicuramente.
