di Raffaele Ferro

PISTOIA. Strisce di nuvole su un cielo pastello; inizia il concerto. Organetto e chitarra; arancio rosso la luce sul palco. Purezza di pronuncia, anche nel suono della chitarra. Roba da Carmelo Bene, la purezza del suono, che qui non solo è phonè, (nella phonè impeccabile del cantare di Maurizio Geri), ma come detto, gli strumenti, la cadenza perfetta, in un tango iniziale di Riccardo Tesi e Banda Italiana. Un tango potente, un rimando vero al miscuglio antico delle musiche, ancora, e dei popoli. Bimbi che ballano, qui sul prato. Non c'è posto a sedere, tutto completo, tanta gente anche ieri sera alla Fortezza Santa Barbara. Inutile, o forse è cosa dovuta, dire che Riccardp Tesi e la sua banda gira il mondo ormai da anni: dal Giappone al Canada, al Sud America, alla Francia tutta; ogni piccola provincia li ha un teatro, e viene da chiedersi, chi verrà. Invece centinaia di posti gremiti, anche lì, nei teatri francesi, tutto esaurito. Scroscio di applausi, alla fine del primo brano.
Riccardo Tesi ringrazia e dedica questa serata che celebra i ventisette anni di carriera musicale, a tutti coloro che l'hanno iniziato all'arte, quelli che sin dall' inizio hanno creduto in lui: Sergio Landini, Maurizio Ferretti. Si commuove, e per un attimo, ricordando lo storico direttore del Teatro Manzoni, da poco scomparso, Giancarlo Galardini, gli si spezza la voce. Ma basta. Ora si presenta l ultimo disco, Argento, con il bellissimo brano Napoli. Il sax limpido, di Claudio Carboni; le percussioni, batteria, tabla, meraviglia di ritmi di Gigi Biolcati; l'organetto diatonico di Riccardo Tesi, l'esperienza e l'anima di un uomo, della sua musica, della sua emozione, di pistoiese nel mondo. La musica è il Mondo, e come il mondo, lo si può girare, visitare, ma se non la si fa propria, non si conosce. Questo concerto è la prova che suono, ritmo, ricordi, viaggi, emozioni possono avere continuità, per fortuna senza soluzione. Ed è solo senza soluzione di continuità che si può scrivere, descrivere, con un po' meno difficoltà, la bellezza di questa musica. E all'improvviso tutto si trasforma; sembra ascoltare il Talking Heads! Ritmo, dinamica, energia. Il pubblico applaude. La serata va avanti, e ancora la voce sicura e tracciabile nelle migliori tradizioni di casa nostra, di Maurizio Geri, e ancora i ricord di Riccardo Tesi, che racconta Pistoia, della musica, dei musicisti, delle scintille casuali, come la scintilla che fu Ezio Menchi per loro. Sì, lui, pilastro della chitarra in Pistoia, dette lo spunto e lo sprone di creare Banda Italiana. Sale sul palco, Ezio Menchi e allora, Polvere di gesso, le note del solo di Menchi. Ecco, essere avvolti da questo è meraviglioso, essere cresciuti in Pistoia, con questi musicisti in giro, fin dall'inizio, è meraviglioso.
