QUARRATA (PT). Prima dei due bis, concessi senza essere stati richiesti, Veronica Scopelliti, al secolo della musica in televisione, Noemi, ha deciso di chiudere il concerto di Quarrata, alle porte della piana di Pistoia che si congiunge con Prato, nell’ambito del settembre quarratino, con Domani è un altro giorno… di un’inimitabile Ornella Vanoni. E se partissimo dall’epilogo dell’esibizione, potremmo tessere le lodi di una giovane, insomma, nemmen tanto (37 anni), rilettrice di brani che sono, per poesia e musica, leggendari. Ma non solo, perché l’intera esibizione, seguita in piazza dall’intero paese in festa nonostante la serata fosse da clima autunnale, è stata impreziosita da parecchi omaggi musicali. Il primo, a Pino Daniele; poi, Steve Wonder, ad alcune regine del soul e la riproposizione di tutti i suoi successi, seguiti alla lettera dai suoi affezionatissimi, che sono quelli che l’hanno dovuta vedere inaspettatamente catapultata al successo poanificato e maturato negli studi televisivi dove a incoronarla sono stati personaggi legati al viziosissimo sistema commerciale che sfugge ai meriti, allo studio, all’abnegazione, quello che è capace di lanciare in orbita una cassiera e trasformarla, seduta stante, in una diva del soul.

Il concerto non poteva che essere piacevole, vista la band che accompagna la cantautrice romana in questa tournée giunta agli sgoccioli estivi, a cominciare da quel Michele Papadia all’organo Hammond (l'amicizia che ci lega ci inorgoglisce) che vi invitiamo ad ascoltare quando al microfono e nel centro del palco ci sono donne che rispondono ai nomi di Ana Popovic, ad esempio, o Serena Brancale, se non si vuol uscire dalle frontiere ai tempi del sovranismo. Peccato, perché se si fosse preoccupata meno di imporre sistematicamente al pubblico su le mani e soprattutto se avesse avuto, con le sue esibizioni, un rapporto più intimista, la serata sarebbe stata decisamente più gradevole e ad apprezzarla, oltre allo stuolo di montoni di Panurgo che seguono queste manifestazioni, sarebbero stati anche alcuni musicisti con i quali abbiamo seguito alcuni step dell’esibizione. Peccato veramente, perché quando non deve violentare acusticamente nessuno, Noemi è piacevole; sui bassi si sorregge con apprezzabile disinvoltura e il diaframma ha deciso di andarle incontro, coccolandola. Ma Noemi, in realtà, non canta, urla, convinta – chissà da chi – che più i decibel si sfrassolano e più l’interpretazione è degna di nota. Immaginate se ieri sera, anziché questa stella imposta dal firmamento mediatico, sul palco ci fosse stata Laura Donati, o Cristiana Romoli, due nomi a caso di donne nate veramente soto il segno del rithm and blues. La piazza non avrebbe risposto tanto energicamente perché nessuna delle due è ancora entrata nelle grazie del sistema (e dubitiamo che questo possa mai capitare), ma i presenti, alla fine del concerto, sarebbero tornati a casa con il cuore indolenzito e non con le orecchie infiammate.

Pin It