LUCCA. Avevamo lasciato la XVesima edizione del Lucca Jazz Donna a Capannori, al Teatro Artè, sul pianoforte suonato, divinamente, a quattro mani, quelle di Cettina Donato e Stefania Sillani. Nelle stesse identiche condizioni, ma a Lucca, al Real Collegio, l’abbiamo ritrovata, sempre sul medesimo strumento, Menicagli, sulle note, classiche, sporcate quanto volete da contaminazioni, ma maledettamente classiche, di Irene Scardia. Il palinsesto, rispetto all’idea inziale, ha avuto un piccolo arrocco, per la serata in programma ieri, 17 ottobre, di questa lunghissima e pregevole manifestazione. La pianista leccese, compositrice, arrangiatrice, manager, ideatrice di una etichetta discografica e se ne avete qualcuna da aggiungere, fate pure, tanto succederà sicuramente, sarebbe dovuta essere l’epilogo della serata. Coincidenze, invece, han voluto che fosse proprio lei, da sola, con il suo strumento e soprattutto con la sua vita, piena di sogni, amori, paure, arresti e ripartenze e poi, a una certa, anche bilanci, a dare l’inizio alle danze. Si è raccontata un po’, suonando, informando la platea, latitante di giovani aspiranti musicisti e giovani aspiranti a tutto, da dove è partita e dove, tra innumerevoli piacevoli peripezie, sta cercando di andare.

Lo ha fatto intonando alcuni suoi brani, dall’aria cinematografica, con pause e semitoni che si inorgogliscono al cospetto degli studi classici e con la mano sinistra morbida nel distacco e rapace nel riaccostarsi ai tasti. Una decina scarsa di brani, la metà dei quali tratti da uno dei suoi album, Risvegli, registrato e prodotto con colleghi strumentisti, ma proposti, nella circostanza, soltanto con il suo pianoforte. Ma dal backstage, situato alle spalle del palco, un’altra pugliese, ma di Brindisi, scalpitava. Prima della mezzanotte occorre dare spazio e modo alle tre femmine del jazz di dare al pubblico quanto basti per essere debitamente considerate e apprezzate. È Alessandra Zuccaro, in arte Alea (non ancora tratto, vogliamo sperare), giovanissima e raffinata cantante che sta scalando, a velocità supersonica, la china della parete discografica. Ad accompagnarla, per il suo set funkdub, con una spudorata somiglianza timbrica e risolutiva verso un’altra sua giovane conterranea, di pauroso spessore, Serena Brancale, Giuseppe Trivigno al piano, Giuseppe Pignatelli al basso e Aris Volpe alla batteria. L’idea del suo sound non è affatto malvagia, soprattutto perché è alimentata da un’interessante facoltà del diaframma; in più di una circostanza, però, durante la sua esibizione, siamo stati assaliti dal dubbio che non abbia ancora le idee chiarissime e che in questa fase di ricerca si concentri più sul fumo che sull’arrosto: ha tempo e classe per imboccare la strada migliore.

Prima del sontuoso finale, un eccellente contributo brasiliano di jazz con la voce di Veronica Farnararo, in tour a presentare il suo nuovo progetto, Estrela Guia, mostruosamente accompagnata da tre meravigliosi strumentisti che rispondono ai nomi di Daniele Santimone (chitarra), Roberto Rossi (batteria e percussioni; una leggerezza musicale impressionante) e Massimo Greco (tromba e flicorno), spazio, come succede sistematicamente a Lucca Jazz Donna, al sociale. Ieri, l’attenzione e la sensibilità, erano rivolte alla sclerosi multipla e di questa nuova e per molti troppi versi ancora sconosciuta malattia ne hanno parlato il presidente e il vice presidente dell’associazione lucchese dell’Aism, in trincea per dare soccorso, fisico e morale, alle vittime e ai loro parenti più stretti. La quindicesima festa non è ancora finita, a Lucca Jazz Donna: stasera e domani, sabato e domenica 20 ottobre, ancora al Real Collegio. Stasera, quattro set, con le band al seguito di Giuliana Soscia, che sarà seguita da quella di Sara Battaglini e che precederà, a sua volta, l’esibizione del gruppo di Serena Spedicato, prologo trifase alla formazione tutta femminile con Antonella Vitale alla voce, Gaia Possenti al piano, Giulia Salsone alla chitarra e Danielle di Maio ai sax; domani, altre tre esibizioni, in attesa del gran finale, che si prefigura con un meraviglioso tutto esaurito alla chiesa di San Francesco, sabato 26 ottobre, con Marco Lugli (Scintilla), Nicola Olivieri (Turbina) e Matteo Minerva (Elica), le leggendarie Sorelle Marinetti, accompagnate, come al solito, dall’Orchestra Maniscalchi. Tutto gratis, eh; un dettaglio non da poco, di questi tempi.

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