I COMPLIMENTI li rivolgiamo a tutti, naturalmente, anche quelli dei quali non abbiamo avuto il piacere di vederne le opere per le quali sono stati premiati, a cominciare da Maria Paiato (protagonista di Un nemico del popolo), interprete notevolissima, fino ad arrivare a Marina Occhionero (lo avevamo sentenziato, lo scorso anno), under 35 di sicuro futuro e senza dimenticare tutti gli altri, riservandoci un sorriso particolare per Antonio Latella e il suo Aminta e Davide Enia e il suo Abisso. Ma di questo Ubu 2019, giunto alla sua 42esima edizione e svoltosi, per la festa dei premiati, ieri, al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, ci preme sottolineare il Premio Speciale - così motivato: Per l'intenso lavoro di traduzione, allestimento e promozione della nuova drammaturgia internazionale - assegnato a Pupi e FreseddeTeatro di Rifredi Angelo Savelli. Una soddisfazione quasi orgiastica, nella quale ci tuffiamo a capofitto dividendo e condividendo con tutti - indistintamente tutti, senza fare nemmeno un nome - quelli che lavorano al Teatro Rifredi il piacere di questo ambito e prestigioso riconoscimento, che premia, senza se e senza ma, il coraggio da parte della Direzione artistica di voler trasportare in Italia autori e testi che altrimenti, nonostante le affermazioni ricevute in casa, avrebbero forse stentato a farsi applaudire anche dal pubblico nostrano. Come per tutti quegli attori – e anche qui non faremo un nome - che si sono lasciati ammaliare dalle visioni del regista e hanno creduto nella sua ricca ricerca, sposando a piene mani progetti e spettacoli. È successo con le opere del catalano Josep Maria Mirò, con quelle del franco-uruguaiano Sergio Blanco e anche con il francese Rémi De Vos, tradotte e portare in scena dal regista Angelo Savelli e che hanno riscosso, proprio al Teatro di Rifredi, i loro giusti tributi.

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